DDL SICUREZZA: in piazza il Partito Animalista Europeo


DDL SICUREZZA: IN PIAZZA IL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO CONTRO LA NORMA LIBERTICIDA DEL GOVERNO MELONI

OSCE: IL DDL 1660 (SICUREZZA) HA IL POTENZIALE DI MINARE I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL DIRITTO PENALE E DELLO STATO DI DIRITTO.

A margine della manifestazione indetta a Roma il 25.09.2024 davanti al Senato della Repubblica il Partito Animalista Europeo si è unito alla lotta contro il tentativo del Governo Meloni di annichilire il diritto di manifestare il dissenso in ogni sua forma. E’ una pericolosa deriva autoritaria volta ad ottenere uno Stato di polizia, delegittimando il potere giudiziario. Così iniziò il regime il secolo scorso. Sono state introdotte nuove tipologie di reati, aggravanti ed inasprimenti delle pene tra cui la limitazione di manifestare con il pretesto del blocco stradale, diventato reato penale, contestualmente sono state aumentate di un terzo le pene, fino a 7 anni di reclusione, per minacce o resistenza nei confronti di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza, le lesioni anche «semplici» (abbiamo le prove che molte volte sono inventate: Presa in carico, valutazione clinica, anamnesi, visita, diagnosi, prescrizione della terapia, compilazione del referto e dimissione: tutto concentrato nello spazio di un solo minuto. Sessanta secondi per fare ciò che, nella realtà sanitaria, richiede tempi ben diversi. – così come riportato negli atti processuali) sono punite fino a 5 anni di reclusione e le circostanze attenuanti non possono essere ritenute prevalenti. Sono previste spese legali a carico dello Stato, con un tetto fino a 10mila euro, per ogni fase del processo per gli agenti indagati per fatti inerenti al servizio. Gli stessi agenti potranno portare senza licenza alcune tipologie di armi quando non sono in servizio, tra queste: arma lunga da fuoco, rivoltella e pistola di qualunque misura, bastoni animati con lama di lunghezza inferiore ai 65 centimetri.

Allo stesso modo, appare contraddittorio che, a fronte della richiesta di rafforzare strumenti di tutela per gli appartenenti alle forze dell’ordine, si escluda l’introduzione di misure elementari di trasparenza e responsabilità già adottate in diversi ordinamenti europei. L’obbligo di codici identificativi univoci – numerici o alfanumerici, di grandi dimensioni, ben visibili da ogni lato della divisa e del casco e non modificabili – rappresenterebbe uno strumento essenziale per garantire l’immediata riconoscibilità degli agenti in contesti ad alta tensione, come le manifestazioni pubbliche, e per assicurare un accertamento rapido e imparziale in caso di presunti illeciti. Analogamente, la previsione dell’uso obbligatorio di bodycam integrate nelle divise, sempre attive durante il servizio di ordine pubblico e non suscettibili di disattivazione discrezionale, costituirebbe una garanzia reciproca: tutela per i cittadini contro eventuali abusi e protezione per gli stessi operatori da accuse infondate. La scelta di non adottare tali strumenti rischia di indebolire quel principio di responsabilità personale che è il fondamento di ogni esercizio legittimo della forza pubblica.

LOTTEREMO FINO ALLA FINE PER DIFENDERE LO STATO DI DIRITTO !!! – Stefano Fuccelli, presidente del Partito Animalista Europeo.

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