
NESSUN TAGLIO DELLE ACCISE. LA PREMIER RITRATTA: “MANCANO I SOLDI”(ma non dice che sono stati utilizzati per finanziare le lobby venatorie e pagare le gravose multe UE sulla caccia e degli agricoltori per utilizzare pesticidi). E GLI ITALIANI ABBOCCANO.
“Se vinco le elezioni vi prometto il taglio delle accise ed iva sulla benzina ….. il blocco navale degli sbarchi…. la fine della pacchia nell’Unione Europea…..” La premier Meloni non ha mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale agli italiani, oltretutto la situazione con lei è evidentemente peggiorata.
La sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti e l’automatica riduzione di iva ed accise non c’è stata di contro la benzina ha toccato i due euro. Motivo del mancato rinnovo in manovra del provvedimento del precedente governo che tagliava in parte le accise ? “Cerchiamo di fare le cose serie e importanti, non ci sono risorse da sperperare o soldi che si possono buttare in cose che non hanno alcun senso. Ci sono risorse che vanno concentrate sulle cose importanti,….”.
Mancano i soldi per tagliare i costi della benzina perché sono stati utilizzati per finanziare le associazioni dei cacciatori con 500.000 euro annui (soldi pubblici prelevati dalle tasche degli italiani) da sommare al milione di euro annualmente stanziati (comma 449° dell’articolo 1 della legge 29/12/2022, n. 197 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023”), un evidente favore anche al marito della sorella della premier, nominato dalla stessa Ministro dell’Agricoltura, il cacciatore Francesco Lollobrigida “Un’attività nobile alla quale da sempre la mia famiglia è legata, che ha visto i miei avi, mio nonno e mio padre essere cacciatori veri. Io sono un pagatore di licenza….”. Risorse utilizzate per pagare le pesantissime sanzioni pecuniarie, oltre un miliardo di euro, irrogate dalla Commissione europea per le procedure d’infrazione contro l’Italia. Violazione del diritto dell’Unione e mancato recepimento di direttive, la maggior parte riguardanti il settore ambiente ed animali. Per l’adozione di piani di abbattimento della fauna selvatica in ogni giorno dell’anno, su ogni specie faunistica, in ogni luogo, compresi i centri urbani e i parchi naturali, introdotti dalla legge 29 dicembre 2022, n. 197 (art. 1, commi 447-448), l’Italia torna sotto la lente dell’Europa. Dalla Commissione UE dure accuse di violazione delle norme su bracconaggio, mancato divieto sulle munizioni al piombo, caccia a specie in sofferenza e in periodo di migrazione e l’apertura di una procedura EU Pilot (n. 2023/10542) nei confronti dell’Italia per violazione delle norme europee in materia di caccia, in particolare per mancato rispetto della direttiva Uccelli (2009/147 CEE) e del Regolamento europeo 2021/57.
La Premier omette di dire che le varie condanne inflitte dalla CGUE per la violazione della Direttiva “Uccelli” e le attuali procedure d’infrazione ed inchieste della Commissione UE (attualmente 4 afferenti solo all’ambito venatorio) ci obbligano a pagare 400 mila euro al giorno (!!!!) . Non solo le lobby dei cacciatori con i politici ed amministratori compiacenti ma tutti i cittadini italiani saranno costretti a pagare le conseguenze delle gravose procedure d’infrazione. La succitata legge denominata “Far west in città”, presentata dal capogruppo FdI alla Camera, Tommaso Foti, indagato per corruzione dalla Procura di Piacenza, è un favore non solo ai cacciatori ma anche alle industrie di armi. L’emendamento che autorizza una vera e propria “caccia selvaggia tutto l’anno” costituisce una scelta imprenditoriale diretta a sacrificare gli animali alle logiche del profitto atteso che l’europarlamentare FdI Pietro Fiocchi1


è proprietario dell’omonima azienda, prima in Italia per la produzione di cartucce e munizioni al piombo per la caccia da sempre legata al mondo venatorio che vedrà decuplicarsi i propri profitti. Oltre ad ottenere un tornaconto elettorale dal mondo venatorio, vengono a rafforzarsi le posizioni di altri parlamentari, la caccia insegnata a scuola è la proposta dell’assessore all’istruzione della regione Veneto, Elena Donazzan, anch’essa di FdI come la deputata Maria Cristina Caretta, già presidente nazionale Confavi (Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane) e l’eurodeputato Sergio Berlato, coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia già presidente nazionale Confavi e presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti. Di recente il Consiglio dei ministri, nonostante il parere tecnico espresso dagli uffici del Ministero dell’Ambiente che ne rilevava l’incostituzionalità ha comunque deciso di non impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge regionale della Lombardia elaborata da un consigliere regionale ex presidente di un’associazione venatoria, che introduce una sanatoria per tutti i detentori di uccelli utilizzati come richiami vivi e catturati illegalmente in natura, venendo a profilarsi, quindi, una nuova procedura UE.
Il Governo Meloni ha stanziato ulteriori tre miliardi di euro e cancellato l’ Irpef per i redditi sotto i 10 mila euro per accontentare la richiesta degli agricoltori in rivolta. Calpestare la salute dei cittadini europei che saranno esposti a maggior rischio di gravi patologie oncologiche ed ematologiche a seguito del mancato obbligo di riduzione entro il 2030, dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari chimici almeno del 50% e dell’uso dei cosiddetti prodotti più pericolosi del 65%. I trattori che abbiamo visto sfilare per le strade, John Deere, Fend, Massey-ferguson, New Holland, Lamborghini

dal costo di 300/400 mila euro (trecento/quattrocento mila euro !!!) ciascuno (ma oltre il 90% delle imprese dichiara un reddito annuale inferiore a diecimila euro !!!) vengono pagati in gran parte da tutti i cittadini con le proprie tasse, fondi sottratti alla sanità pubblica e quindi meno posti letto e personale sanitario negli ospedali, reparti e presidi ospedalieri soppressi, infinite liste d’attesa per una Tac o risonanza magnetica e quanto altro.
Questo è il prezzo che noi cittadini dobbiamo pagare per le politiche scellerate di questo Governo.
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