Inaccettabile attacco di Elon Musk alla magistratura italiana. Nessuno è al di sopra della Legge


L’attacco di Elon Musk, nel ruolo di braccio destro di Trump, ai giudici italiani rappresenta non solo una inaccettabile ingerenza negli affari interni di un Paese sovrano oltretutto amico ed alleato degli U.S.A., non solo una manifestazione di grossa ignoranza circa il diritto UE ma anche e soprattutto la ricusazione del potere giudiziario, in sintonia con il Governo Meloni. Sono refrattari allo Stato di diritto, un insieme di principi che afferma che nessuno, compresi governi, politici o legislatori, è al di sopra della legge. I fatti non lasciano interpretazione di sorta. Ad agosto la Riforma Nordio: cancellato l’abuso d’ufficio, ridotta drasticamente la portata del traffico di influenze illecite, ampliati i divieti per i giornalisti in materia di intercettazioni, vietato per i pm impugnare le sentenze di assoluzione, salvo reati particolarmente gravi. A settembre il Ddl Sicurezza: introdotte nuove tipologie di reati, aggravanti ed inasprimenti delle pene tra cui la limitazione di manifestare con il pretesto del blocco stradale, diventato reato penale, contestualmente sono state aumentate di un terzo le pene, fino a 7 anni di reclusione, per minacce o resistenza nei confronti di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza, le lesioni anche «semplici» (molte volte inventate, verbali di pronto soccorso redatti in meno di 59 secondi – tra prese in carico, accurate visite, diagnosi di dimissioni e prescrizioni terapie, esiti e dimissioni con giorni di prognosi – così come riportato negli atti processuali) sono punite fino a 5 anni di reclusione e le circostanze attenuanti non possono essere ritenute prevalenti. Sono previste spese legali a carico dello Stato, con un tetto fino a 10mila euro, per ogni fase del processo per gli agenti indagati per fatti inerenti al servizio. Gli stessi agenti potranno portare senza licenza alcune tipologie di armi quando non sono in servizio, tra queste: arma lunga da fuoco, rivoltella e pistola di qualunque misura, bastoni animati con lama di lunghezza inferiore ai 65 centimetri. Non sono previsti, invece, i numeri identificativi sulle divise degli agenti, richiesti da parte delle opposizioni, al fine individuare i responsabili dei numerosi reati di abuso di potere. Ottobre con il caso Protocollo Albania (che doveva essere il fiore all’occhiello del governo italiano in Europa ma si è dimostrato un clamoroso flop) la Premier Meloni attribuisce la mancata convalida del trattenimento dei migranti in Albania alla decisione di «magistrati politicizzati». Intervento a gamba tesa anche da parte della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, che vorrebbe cambiare la Costituzione per limitare il potere giudiziario e difende chi da destra si è scagliato contro i giudici, dal ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha definito la sentenza di Roma “sentenza abnorme di una categoria che esonda dai propri poteri”, alla stessa premier (detta anche la pinocchia per avere non solo disatteso tutte le promesse elettorali ma agito in modo diametralmente opposto ai suoi stessi proclami, dalla cancellazione di accise ed iva sui carburanti alla “è finita la pacchia in Europa”, persino costretta ad indossare completi rosa per omaggiare la von der Leyen ) che ha rilanciato sui social la mail (dolosamente artefatta) di un magistrato che la cita. Quindi il vicepremier Matteo Salvini che afferma che i giudici risponderanno dell’eventuale stupro commesso da un immigrato rimesso in libertà. – dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli –Evidentemente i rappresentanti di questo governo ignorano che i giudici rispondono alla costituzione italiana, non al governo, hanno applicato norme che sono obbligatorie per magistrati e Stati. Assistiamo ad un pericoloso attacco alla magistratura e alla sua indipendenza, un atto fascista volto a minare la democrazia che ci condurrà ad una pericolosa deriva autoritaria.

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