
Il disegno di legge promosso dal ministro dell’Agricoltura Lollobrigida aprirebbe alla caccia in spiagge, aree demaniali, durante la notte e fuori stagione, durante la stagione riproduttiva, aumentando il numero di specie cacciabili e autorizzando l’uso massiccio di richiami vivi (le specie che possono essere catturate passano da 7 a 47) con meno controlli contro il bracconaggio. La caccia sarà consentita anche dopo il tramonto con l’impossibilità di distinguere le specie ed enormi pericoli per la pubblica incolumità. Sarà consentita la braccata anche sui terreni innevati così da poter seguire le tracce degli animali e si disturberanno tutti gli altri nonostante siano in condizioni di difficoltà; Le guardie giurate di banche e supermercati potranno uccidere animali; Sono previste sanzioni fino a 900 euro per chi protesta contro le uccisioni di animali durante le attività di controllo, mentre non è prevista alcuna modifica dell’impianto sanzionatorio penale e amministrativo volta a reprimere il bracconaggio e il traffico di animali selvatici. Il ddl elimina il parere vincolante dell’Ispra, l’organo scientifico nazionale per la protezione dell’ambiente, sostituendolo con un comitato tecnico di nomina politica, direttamente controllato dal ministero dell’Agricoltura. Tutto questo determinerà il rischio concreto di una nuova procedura d’infrazione europea, dopo le due già aperte nel corso di questa legislatura. Una sanzione pesante che pagheremo tutti.
Mancano i soldi per tagliare i costi della benzina perché sono stati utilizzati anche per finanziare le associazioni dei cacciatori con 500.000 euro annui (soldi pubblici prelevati dalle tasche degli italiani) da sommare al milione di euro annualmente stanziati (comma 449° dell’articolo 1 della legge 29/12/2022, n. 197 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023”), un evidente favore anche al marito della sorella della premier, nominato dalla stessa ministro dell’Agricoltura, il cacciatore Francesco Lollobrigida “Un’attività nobile alla quale da sempre la mia famiglia è legata, che ha visto i miei avi, mio nonno e mio padre essere cacciatori veri. Io sono un pagatore di licenza….”. Risorse utilizzate per pagare le pesantissime sanzioni pecuniarie, oltre un miliardo di euro, irrogate dalla Commissione europea per le procedure d’infrazione contro l’Italia. Violazione del diritto dell’Unione e mancato recepimento di direttive, la maggior parte riguardanti il settore ambiente ed animali. Per l’adozione di piani di abbattimento della fauna selvatica in ogni giorno dell’anno, su ogni specie faunistica, in ogni luogo, compresi i centri urbani e i parchi naturali, introdotti dalla legge 29 dicembre 2022, n. 197 (art. 1, commi 447-448), l’Italia torna sotto la lente dell’Europa. Dalla Commissione UE dure accuse di violazione delle norme su bracconaggio, mancato divieto sulle munizioni al piombo, caccia a specie in sofferenza e in periodo di migrazione e l’apertura di una procedura EU Pilot (n. 2023/10542) nei confronti dell’Italia per violazione delle norme europee in materia di caccia, in particolare per mancato rispetto della direttiva Uccelli (2009/147 CEE) e del Regolamento europeo 2021/57.
La Premier Meloni omette di dire che le varie condanne inflitte dalla CGUE per la violazione della Direttiva “Uccelli” e le attuali procedure d’infrazione ed inchieste della Commissione UE (attualmente 4 afferenti solo all’ambito venatorio) ci obbligano a pagare 400 mila euro al giorno (!!!!) . Non solo le lobby dei cacciatori con i politici ed amministratori compiacenti ma tutti i cittadini italiani saranno costretti a pagare le conseguenze delle gravose procedure d’infrazione
Questa vera e propria “caccia selvaggia tutto l’anno” costituisce una scelta imprenditoriale diretta a sacrificare gli animali alle logiche del profitto atteso che l’europarlamentare FdI Pietro Fiocchi

è proprietario dell’omonima azienda, prima in Italia per la produzione di cartucce e munizioni al piombo per la caccia da sempre legata al mondo venatorio che vedrà decuplicarsi i propri profitti. Oltre ad ottenere un tornaconto elettorale dal mondo venatorio, vengono a rafforzarsi le posizioni di altri parlamentari, la caccia insegnata a scuola è la proposta dell’assessore all’istruzione della regione Veneto, Elena Donazzan, anch’essa di FdI come la deputata Maria Cristina Caretta, già presidente nazionale Confavi (Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane) e l’eurodeputato Sergio Berlato, coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia già presidente nazionale Confavi e presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti. Di recente il Consiglio dei ministri, nonostante il parere tecnico espresso dagli uffici del Ministero dell’Ambiente che ne rilevava l’incostituzionalità ha comunque deciso di non impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge regionale della Lombardia elaborata da un consigliere regionale ex presidente di un’associazione venatoria, che introduce una sanatoria per tutti i detentori di uccelli utilizzati come richiami vivi e catturati illegalmente in natura, venendo a profilarsi, quindi, una nuova procedura UE.
Questo è il prezzo che noi cittadini dobbiamo pagare per le politiche scellerate di questo Governo.
Dichiarazione del presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli.