LEGGE BRAMBILLA “TUTELA ANIMALI”, IL M5S LA BOICOTTA. PAE: si è tolto la maschera

Il Senato ha approvato in via definitiva il ddl 1308 (ora Legge Brambilla). Cambia l’approccio del Codice Penale ai reati contro gli animali: il bene da tutelare non sarà più il “sentimento” umano “per” gli animali, ma l’essere senziente in quanto tale. Dopo ventuno anni viene rimpiazzata la oramai inadeguata L.189/2004. Modificato il titolo IX-bis del libro secondo del codice penale a partire dalla rubrica « Dei delitti contro gli animali » in luogo « Dei delitti contro il sentimento per gli animali ». Modificati sia articoli del codice penale che di procedura penale, introdotte nuove fattispecie di rati e nuovi divieti, modifiche alla legge 201/ 2010 in materia di protezione degli animali di affezione e da compagnia, introdotte nuove circostanze aggravanti (quali, e non solo, la diffusione, attraverso strumenti informatici o telematici, di immagini, video o altre rappresentazioni del fatto commesso) ed il divieto di abbattimento o alienazione degli animali nelle more delle indagini e del dibattimento, il divieto di detenzione di animali di affezione a catena. Sostanzialmente i quindici articoli della nuova Legge Brambilla raddoppiano letteralmente le pene e le multe, in aggiunta accorpandole (applicando le circostanze aggravanti si può ottenere una condanna di 6 anni di reclusione e 60.000 euro di multa. Questo significa che il condannato dovrà scontare la pena detentiva ed affrontare una perdita economica a causa del reato commesso), nonchè le sanzioni amministrative.

Indiscutibilmente un cambiamento radicale e sicuramente migliorativo nel medesimo ambito d’applicazione della precedente legge.

Per mera invidia attributiva il M5S ha boicottato l’approvazione preferendo mantenere lo status quo con conseguenze dannose per gli animali

I partiti di minoranza hanno boicottato in aula l’approvazione della nuova legge unicamente per impedire l’ attribuzione del merito al Governo di centro destra. In linea con la propria posizione d’opposizione hanno esercitato il naturale ruolo delle parti, ci può anche stare visto che sono privi di sensibilità animalista, tutti tranne il M5S, assurto a difensore estremo degli animali. – dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli – Per mera invidia attributiva preferiva mantenere lo status quo con conseguenze dannose per gli animali, come anche dichiarato dalla portavoce M5S in Senato la senatrice Anna Bilotti “poteva essere un’ottima occasione per tutelare gli animali da quei mostri che quotidianamente ci consegnano episodi raccapriccianti” adducendo l’ovvia motivazione: si poteva fare di più. Certamente si , ma si poteva anche non fare nulla come è accaduto a margine dei governi Conte I e Conte II , in forza del 34% dei voti (il partito più votato in Parlamento) con tanto di Premier e vicepremier pentastellati, dove il M5S non è stato capace di promulgare analoga legge per l’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali. Di contro l’On. Brambilla, parlamentare di un partito dell’ 1% che non ha espresso nè Premier nè vicepremier ha abilmente persuaso gli altri partiti ostili agli animali a seguire la sua linea di pensiero votando il DDL che porta la sua firma . Ricordo che la nuova legge raddoppia letteralmente le pene e le multe accorpandole, raddoppia le sanzioni amministrative oltre ad introdurre nuovi divieti ed altre fattispecie di reato modificando il codice penale ed il codice di procedura penale. Chi sostiene che sia un provvedimento bandiera caratterizzato da misure blande, o non lo ha letto o è in malafede. Con questa scelta di boicottare la nuova legge di tutela degli animali il M5S ha tolto la maschera: gli animali si difendono sempre e non a fasi alterne solo per apporre un’etichetta da promuovere al fine di un tornaconto elettorale.

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