CACCIA: PARTITO ANIMALISTA EUROPEO DENUNCIA ITALIA A BRUXELLES, APERTO FASCICOLO UE

CACCIA, IL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO DIFFIDA LA COMMISSIONE UE CONTRO L’ITALIA: “IL SENATO SFIDA BRUXELLES SUL DDL S. 1552. UN GRAVE SGARBO ISTITUZIONALE CHE MINACCIA LA FAUNA COMPROMESSA”

Roma, 26 giugno 2026 – Il Partito Animalista Europeo (PAE) ha formalizzato in data odierna una denuncia d’urgenza alla Commissione Europea contro lo Stato italiano per la violazione dei trattati ambientali e delle Direttive “Uccelli” e “Habitat”. La Commissione Europea ha recepito l’atto aprendo ufficialmente il fascicolo registrato con il numero di protocollo 93838.

Al centro della denuncia vi è il Disegno di Legge S. 1552 in materia venatoria, approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 23 giugno. Secondo il PAE, il testo di legge rappresenta un esplicito sgarbo istituzionale, poiché ignora deliberatamente i rilievi formali già notificati da Bruxelles al Governo italiano il 18 dicembre 2025.

Il Ddl approvato contiene norme che violano in modo manifesto i trattati europei e le Direttive “Uccelli” (2009/147/CE) e “Habitat” (92/43/CEE), prevedendo:

  • Il prolungamento della stagione venatoria oltre il limite biologico del 31 gennaio, colpendo gli uccelli migratori in piena fase di riproduzione.
  • Il depotenziamento scientifico dell’ISPRA, i cui pareri vincolanti sul prelievo faunistico vengono declassati a meri pareri consultivi e derogabili dalle Regioni per fini politici.
  • L’apertura della caccia nei valichi montani e la rimozione della Valutazione di Incidenza Ambientale (VInA) in aree protette della rete Natura 2000.

“Siamo di fronte a un atto di irresponsabilità istituzionale senza precedenti. Il Senato ha deciso di tirare dritto, calpestando il principio di precauzione e i moniti già espressi da Bruxelles sei mesi fa. Non possiamo permettere che le logiche elettorali e le pressioni delle lobby venatorie distruggano il patrimonio faunistico europeo e trascinino l’Italia in una pesantissima procedura d’infrazione con relative sanzioni economiche a carico dei contribuenti”.dichiara Stefano Fuccelli, Presidente del Partito Animalista Europeo. “Con l’assegnazione del protocollo 93838, la Commissione ha già attivato la fase di esame. Chiediamo l’emissione immediata di una Lettera di Costituzione in Mora ex art. 258 TFUE per bloccare l’iter alla Camera prima che si consolidi un danno ambientale irreparabile”

Il PAE annuncia inoltre che vigilerà sui prossimi passaggi parlamentari alla Camera dei Deputati, depositando contestualmente i testi ufficiali e le note tecniche presso gli uffici del Commissario Europeo per l’Ambiente a Bruxelles.

Ufficio Stampa
Partito Animalista Europeo

DENUNCIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER PRESUNTA VIOLAZIONE DEL DIRITTO DELL’UE DA PARTE DELLO STATO MEMBRO ITALIA

Oggetto: Sollecito formale e trasmissione di informazioni integrative in merito alla procedura di pre-infrazione/EU Pilot sul Disegno di Legge S. 1552 (Repubblica Italiana) – Violazione degli artt. 11 e 191 TFUE, degli artt. 7 e 9 della Direttiva 2009/147/CE (“Uccelli”) e della Direttiva 92/43/CEE (“Habitat”).

Il sottoscritto, nella qualità di Presidente e legale rappresentante pro tempore del Partito Animalista Europeo (PAE), con la presente espone quanto segue ai sensi dell’articolo 258 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).

La presente nota fa seguito ai rilievi formali già trasmessi da codesta Onorevole Commissione al Governo della Repubblica Italiana in data 18 dicembre 2025 (procedura di pre-infrazione/EU Pilot), con i quali veniva eccepita l’incompatibilità del Disegno di Legge S. 1552 con il diritto dell’Unione.

Si informa urgentemente codesta Istituzione che, in data 23 giugno 2026, il Senato della Repubblica Italiana ha approvato in prima lettura il testo del suddetto Ddl, ignorando deliberatamente i rilievi comunitari e confermando disposizioni che integrano una violazione grave, manifesta e strutturale del diritto dell’Unione Europea.

1. Violazione dell’Articolo 7 della Direttiva 2009/147/CE (Calendari Venatori)

2. Violazione del Principio di Precauzione e del regime delle deroghe (Artt. 11 e 191 TFUE, Art. 9 Direttiva 2009/147/CE)

Il testo approvato prevede la dilatazione dei calendari venatori ordinari oltre il termine biologico del 31 gennaio. Tale disposizione si pone in aperto contrasto con l’art. 7, par. 4, della Direttiva 2009/147/CE, il quale impone agli Stati membri di garantire che le specie migratrici non vengano cacciate durante il periodo di riproduzione o durante il ritorno ai luoghi di nidificazione. La norma interna viola la giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia dell’UE (ex multis, C-335/07), secondo cui la fissazione dei calendari deve basarsi su dati scientifici rigorosi per evitare la sovrapposizione con le fasi biologiche critiche.

Il Ddl S. 1552 dispone il depotenziamento dell’efficacia vincolante ed esimente dei pareri tecnico-scientifici dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), qualificandoli come meramente consultivi e liberamente derogabili dalle amministrazioni locali. Tale previsione confligge insanabilmente con:

  • L’art. 191, par. 2, TFUE, che fonda la politica ambientale dell’Unione sul principio di precauzione e sull’azione preventiva.
  • L’art. 9 della Direttiva 2009/147/CE, il quale subordina qualsiasi regime di deroga o regolamentazione del prelievo a presupposti scientifici stringenti, tassativi e verificabili. La rimozione dell’obbligo di conformità al parere dell’organo scientifico nazionale di riferimento (ISPRA) priva l’ordinamento delle garanzie minime di tutela richieste dall’UE, demandando a decisioni politiche locali una materia sottratta alla loro discrezionalità.

3. Violazione della Direttiva 92/43/CEE (“Habitat”) ed estensione geografica del prelievo

Il provvedimento estende il prelievo venatorio a zone precedentemente interdotte (quali i valichi montani) e a specie protette. Ciò contrasta radicalmente con gli articoli 4, 5 e 6 della Direttiva 92/43/CEE, che impongono obblighi stringenti di conservazione e la previa Valutazione di Incidenza Ambientale (VInA) per qualsiasi attività che possa avere incidenze significative sui siti della rete Natura 2000, inclusi i corridoi migratori alpini e appenninici.

Conclusioni e istanze

Considerato che l’approvazione del testo in prima lettura da parte del Senato in data 23 giugno 2026 dimostra la totale assenza di volontà emendativa da parte dello Stato italiano rispetto ai rilievi comunitari di dicembre 2025;

Visto l’art. 11 TFUE, che impone l’integrazione delle esigenze connesse con la protezione dell’ambiente nella definizione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione;

Il Partito Animalista Europeo CHIEDE a codesta Onorevole Commissione:

  1. Di voler acquisire la presente nota quale integrazione formale allo stato di consistenza della pre-infrazione/EU Pilot in corso.
  2. Di attivare con la massima urgenza i poteri conferiti dall’articolo 258 TFUE, mediante l’emissione immediata di una Lettera di Costituzione in Mora nei confronti della Repubblica Italiana. Tale intervento si rende necessario in via preventiva al fine di bloccare l’iter legislativo prima della definitiva approvazione alla Camera dei Deputati, prevenendo così il consolidamento di un danno ambientale grave, imminente e irreparabile al patrimonio faunistico europeo.

Restando a disposizione per l’invio del testo ufficiale approvato dal Senato, dei resoconti parlamentari integrativi e di ulteriore documentazione tecnica, porge distinti saluti.

Con osservanza,

Stefano Fuccelli

Il Presidente del Partito Animalista Europeo (PAE)

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